Categoria

Parole Ispirate

Quello che avrei potuto dirle, per aiutarla, l'ho capito solo più tardi ripensando a quel giorno, al suo salto, alla sua follia. Le avrei dovuto dire che tanti saltano nello stesso modo via dalla loro vita, oltre se stessi, rischiando tutto per sentirsi davvero vivi. Avrei dovuto dirle che tutti lo fanno chiusi nelle loro paure, chiusi dentro la botte mefitica delle loro paure. Un posto piccolissimo, molto nero, dove sei solo, e fai fatica a respirare. Non c'è nulla che si possa fare per cambiare le cose e già si è fortunati se qualcuno ha avuto per noi l'attenzione di mettere una piccola musica, là dentro; o se capita di avere un amico ad aspettarci in un'ansa del fiume per riportarci a casa, in una qualche casa. Questo, le avrei dovuto dire. Invece solo la strinsi fa le mie braccia, e non fui capace di dire niente.

Alessandro Baricco

Smith&Wesson – Alessandro Baricco

My two cents about.

Ok. Saltiamo i convenevoli sulla mia lunghissima assenza (come se mai ci fosse davvero qualcuno disperato dal fatto che non stessi scrivendo), su com’è andato quest’anno fino ad ora e su un sacco di altre cose. Ci tornerò sopra presto, spero. In questi giorni mi sta accadendo un qualcosa di strano e di nuovo: non

Non si sogna mai

Ci sono tempeste e tempeste. Alcune le senti arrivare e ad altre non eri proprio preparato: quella che stiamo vivendo rientra decisamente nel secondo gruppo. Quanto è certo delle tempeste è che ti sconvolgono: devi restare saldo e al sicuro mentre si scatenano ma, alla fine, passano sempre. L’importante è imparare a ballare sotto la

Un anno in tre parole

Siamo a Gennaio. Si gira il calendario su un nuovo foglio di un nuovo mese di un nuovo anno. 365 giorni davanti a noi, come tante pagine bianche tutte da scrivere e da vivere. Il 2018? Ho deciso di raccontarlo in tre parole. Pronti? Sogni Durante questo anno, alcuni miei sogni nel cassetto hanno visto

Sulla nostra pelle

Il 18 ottobre del 2009 compivo ventitré anni.   Tra esami universitari, un fidanzato che non mi capiva e che qualche anno dopo, finalmente, avrei lasciato. Se penso alla ragazza che ero, faccio difficoltà a credere che siamo la stessa persona. Così diverse. Diversi sogni e diverse consapevolezze. A ventitré anni facevo molti errori. Errori

La mia Genova

Genova è a un’ora da casa mia eppure non mi ha mai affascinato come città. La conoscevo poco e non ho mai sentito la necessità o la curiosità di approfondire il nostro rapporto. Andava bene così. Nonostante abbia aperto gli occhi su questo mondo proprio lì. A Genova. Al Gaslini. Nonostante ne cantasse De Andrè,

A sky full of stars

..ancora una stella e, giuro, stacco lo sguardo da questo cielo. Le luci della città sono troppo forti e riesco a vedere solo una piccola manciata di stelle. La sedia pieghevole dell’Ikea sembra la più scomoda mai creata e il collo, dopo poco, mi fa male. Mamma mia, che disagio questi trent’anni. Aspettare le stelle

Ai giorni migliori

In questi di mesi di tempesta ho fatto una meravigliosa conoscenza di cui voglio assolutamente parlare. Quindi, bando agli indugi: vi presento Eleanor Oliphant. Di questo libro mi ha decisamente catturato la trama oltre, ovviamente, ad un clamoroso colpo di fulmine con la copertina. Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado

Questo bacio vada al mondo intero, Colum McCann

Di questo libro appena terminato di leggere mi aveva affascinato il titolo, sia nella sua traduzione italiana, sia nell’originale Let the Great World Spin. Non so perché, forse mi è sembrato un messaggio incoraggiante: ci ho letto della luce, della speranza e, così, ho iniziato ad avventurarmi in questa storia grazie al fascino di una manciata

Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversarlo, un passo dopo l’altro. Non troverai sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo. E naturalmente dovrai attraversarla, quella violenta tempesta di sabbia. È una tempesta metafisica e simbolica. Ma per quanto metafisica e simbolica, lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il loro sangue, e anche tu forse verserai il tuo. Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia.

Haruki Murakami

Kafka sulla Spiaggia