La mia Genova

Genova è a un’ora da casa mia eppure non mi ha mai affascinato come città.

La conoscevo poco e non ho mai sentito la necessità o la curiosità di approfondire il nostro rapporto.

Andava bene così. Nonostante abbia aperto gli occhi su questo mondo proprio lì. A Genova. Al Gaslini.

Nonostante ne cantasse De Andrè, il mio tanto adorato artista. Nonostante lo sentissi nelle sue canzoni interpretate dai miei genitori, con la voce di mia madre e la chitarra di mio padre.

Niente, non era mai scattata la scintilla. Tra me e Genova.

Se mi fossi mai immaginata a vivere in una città e questo pensiero, un paio di volte, è andato molto vicino a tradursi in realtà, avrei scelto Torino. Oppure Londra.

Poi la vita compie percorsi impensabili e mi sono ritrovata a trascorrere diverse settimane a Genova ospite di amici e, volente o nolente, ho dato una possibilità a questa città di mare.

Genova è un labirinto, un groviglio di vicoli dove il sole non riesce nemmeno a filtrare.

Genova è buia, difficile ed è testimone di tante, tantissime storie.

Genova sa essere romantica da lasciarti senza fiato.

Genova racconta una meravigliosa poesia che non chiede altro di essere ascoltata.

Genova ho imparato a conoscerla ed è selvatica, diffidente.

Proprio come me.

Forse è per questo che ci ho messo così tanto tempo a capirla. Perché spesso non riesco a capire me stessa.

Oggi è stata scritta una pagina devastante e tragica. Genova è stata spezzata e, con lei, anche il mio cuore.

Che non lo avrei mai creduto ma è anche un po’ genovese.

Giulia

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