Non si sogna mai

Ci sono tempeste e tempeste.

Alcune le senti arrivare e ad altre non eri proprio preparato: quella che stiamo vivendo rientra decisamente nel secondo gruppo.

Quanto è certo delle tempeste è che ti sconvolgono: devi restare saldo e al sicuro mentre si scatenano ma, alla fine, passano sempre.

L’importante è imparare a ballare sotto la pioggia e travolti dal forte vento. E farne tesoro.

Io, ad esempio, ho tirato fuori una storia che avevo iniziato a scrivere qualche mese fa.

Al momento non so come andrà a finire ma quello che so è che inizia così:


Neve esce dalla sua stanza chiudendosi la porta alle spalle. Piano. Senza fare troppo rumore.

Uno scatto vellutato e attutito, come per non destare troppa attenzione su di lei.

Perchè intorno c’è la tempesta e lei ha imparato a muoversi in punta di piedi. Delicatamente.

Questo ha capito essere l’unico modo per far sì che tutto quanto capita intorno non abbia la meglio.

Si siede sul divano, chiude gli occhi. 

Inspira.

Espira.

La mente si libera e i pensieri si diradano. Trovano il loro posto.

Prende un foglietto e lo trasforma in una barchetta di carta. 

Come sempre: il suo espediente preferito per ritrovarsi.

Poi, inevitabilmente, il suo sguardo si posa sulla busta.

Prende fiato.

La apre.

Giulia

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